La voce del Volontario 18/05/09

Lettera di Cesare Nascenzi

 

{xtypo_quote}ciao Angelo ti ringrazio per avermi scelto con il primo gruppo, per mè è stata la prima esperienza di questo genere, è stata dura ma il premio ricevuto è stato grande.

Voglio raccontare un po’ la mia esperienza, soprattutto per trasmetterla a chi verrà dopo e per chi tornerà.
Quando siamo arrivati il primo maggio le condizioni di vita al campo erano abbastanza buone, il nostro gruppo fin dall’inizio è stato ben accolto, tanto che dopo alcuni giorni ci era stato proposto di prendere la direzione del campo, il nostro lavoro all’inizio è stato di gestione del campo, sistemare i magazzini, mettere la ghiaia sotto le tende, isolare l’impianto elettrico dagli agenti atmosferici, servire i pasti, guardie notturne, insomma un po’ di tutto ciò che si può fare in un campo non ben organizzato, poi sistemato il più evidente ci siamo spostati più sull’organizzazione, il lavoro restante è molto, ovunque si guardi c’è da fare.
Mentre per noi che stiamo solo una settimana o al massimo due e siamo un po’ allenati al sacrificio dai nostri corsi e dalla nostra attività oltre che essere volontari pronti anche a condizioni peggiori, per la popolazione locale non è la stessa cosa, loro non sono volontari, dovranno restare qualche mese e la maggioranza non è abituata a quel tipo di vita, al campo il lavoro più grande è mantenere l’equilibrio tra gli abitanti che hanno i più svariati problemi, penso sarà l’impegno più grande prossimamente, perché nella convivenza e nella promiscuità dei servizi sono troppe le cose che si devono sopportare e di tanto in tanto qualcuno arriva al limite.

Io dal canto mio sono stato molto contrastato nei miei stati d’animo a volte avrei abbandonato il campo, più volte mi è sembrato che la popolazione pretendesse e basta ma poi riflettendo mi sono reso conto che anche se una piccola percentuale è così forse non lo è per cattiveria o altro ma solo perché sottoposta a stress già da più di un mese. Ci sono stati anche momenti belli, come alla sera quando si formano i gruppetti che discutono di ciò che è stato e di ciò che sarà, oppure durante una guardia trovi la nonna che esce dalla tenda per andare in bagno e poi non vuole più rientrare per non disturbare gli altri conviventi che dormono e ti racconta la storia della sua vita, e ancora gli occhi lucidi di chi ti saluta quando finita la settimana abbandoni il campo.

La cosa migliore sarebbe coinvolgere la popolazione in questo lavoro, non è semplice ma nemmeno impossibile, alcune volte ci siamo riusciti l’importante è provarci senza pretenderlo e coinvolta una o più persone è successo anche che se ne aggreghino altre spontaneamente.

Quello che vorrei trasmettere ai prossimi volontari è di portar pazienza, di non arrabbiarsi per eventuali mal comportamenti o discussioni che si potrebbero verificare al campo ma eventualmente di cercare di far ragionare o anche solo lasciar sfogare (io stesso più volte avrei ribattuto in disaccordo ma a volte anche dopo pochi minuti me ne sarei pentito e ora sono contento di non averlo mai fatto).

Quello che invece vorrei trasmettere a chi non ha ancora aderito ma è li lì per farlo e di non perdersi questa esperienza, questa è una di quelle che ti restano, quelle che non si scordano mai, tra quelle più importanti della vita, dal canto mio questa esperienza mi ha dato più di ciò che io sia riuscito a dare, e anche un occasione rara per conoscere componenti della Federazione provenienti da tutta Italia che con grande vitalità vogliono dare il loro contributo a chi ne ha bisogno senza distinzione di ogni sorta e senza risparmio di energie.

Cesare Nascenzi (Verona sub affiliato FIAS){/xtypo_quote}

Lettera di Maurizio Manni

{xtypo_quote}Caro Angelo,
ho vissuto la tua "chiamata x L'Aquila"  con la giusta dose di distacco e cinismo, sentimenti che indosso ogni qualvolta arriva una chiamata di intervento  agli  Angeli neri.
Forse l'aspettativa era di arrampicarsi su per palazzi distrutti e macerie, avevamo preparato caschi, corde, imbraghi e…….e invece sono stato catapultato in una esperienza umana senza precedenti, emotivamente fortissima.
Fatica, freddo, sudore, fame, sonno,risate, problemi, trattative…tutto insieme e tutti insieme!  
Non pensavo fosse possibile che otto diversissimi perfetti sconosciuti  si amalgamassero, da subito, così bene, e' bastato un attimo per trasformare Emanuele, Feliciano, Cesare, Federico, Sara, Alessia, Marco e Maurizio in un team affiatatissimo.

Il lavoro era tanto, la settimana di inserimento e' stata molto delicata….poi la notizia della gestione del campo data a FIAS...
…una bella opportunità e contemporaneamente una grande responsabilità.

Permettimi di mandare un messaggio a tutti i soci FIAS d'Italia: "ragazzi, Preturo e' veramente una bella esperienza, assolutamente da fare, l'opportunita' di essere d'aiuto agli altri e nello stesso momento di crescere a livello personale non perdete questa occasione!"

Un saluto a tutti

Maurizio Manni
(F.I.A.S. Cesena - Centro Soccorso Sub "Angeli neri"){/xtypo_quote}