Tuscany Earthquake Relief EXercise - TEREX 2010

terex2010_05Nell'ambito dell'Esercitazione Internazionale di protezione civile denominata TEREX 2010 le Associazioni Nazionali, in collaborazione con il Dipartimento di PC, hanno sperimentato un nuovo modello organizzativo: inviare una squadra esplorativa con funzioni di verifica della situazione generale e predisposizione di un piano d'intervento dei propri Volontari e di utilizzo dei mezzi e attrezzature in loro dotazione.

L'evento simulato prevedeva una scossa di terremoto di magnitudo 6.5 che interessava le province di Massa, Lucca, Pistoia e Pisa.

Alle ore 11.45 del 25/11/2010 una telefonata al Responsabile Nazionale della FIAS - Angelo Amato, dalla Sala Italia del Dipartimento di PC, avverte della situazione in atto e autorizza l'intervento dell'Associazione.

 

Immediatamente vengono contattati i Referenti delle sezioni di Alessandria - Maurizio Pellicano, Como - Emanuele Corti, Cesena - Fabio Bertozzi e Parma - Roberto Gelati, si decide di convergere su Parma, per poi dirigersi verso le zone interessate dal sisma, e di utilizzare il Defender in dotazione al gruppo di Alessandria ritenendolo il mezzo più idoneo a muoversi in ogni condizione di terreno.

Strada facendo ci viene indicata come località di destinazione Viareggio dove è in via di costituzione la Di.Coma.C; durante il viaggio un costante collegamento telefonico con la Sala Italia tiene traccia dei nostri spostamenti e dell'ora prevista per il nostro arrivo.

terex2010_02Alle ore 18.15 siamo dinanzi ai funzionari del Dipartimento per l'accredito di uomini e mezzi e per le istruzioni operative, veniamo indirizzati all'area di ammassamento di Lucca denominata "Le Tagliate" per il pernottamento; nella tenda assegnataci studiamo la documentazione ricevuta ed elaboriamo un piano operativo per il mattino successivo.

Venerdì 26/11/2010 dopo una veloce colazione ci dirigiamo verso la diga di Vagli che, dalle notizie ricevute, presenta problemi di contenimento delle acque; la concomitanza dell'evento sismico e delle abbondanti precipitazioni lascia presupporre che si debba ricorrere ad un consistente svasamento della diga per la messa in sicurezza della stessa.

Lungo il tragitto facciamo sosta presso i COM competenti per avere notizie più dettagliate al riguardo della nostra missione, inoltre il costante contatto con la Sala Italia ci tiene informati sull'evolversi della situazione a seguito dell'evento simulato e ci consente di fornire dati riguardo ai nostri spostamenti e alle iniziative che intendiamo intraprendere.

Dopo circa due ore siamo davanti alla maestosa diga, alta 92 metri sbarra il torrente Edron affluente di destra del fiume Serchio.

Il lago a pieno regime può raggiungere quasi 43 milioni di metri cubi d'acqua, i quali servono per lo sviluppo di energia elettrica e ad alimentare le falde acquifere di Lucca, Pisa e Livorno.

Le acque del lago di Vagli alimentano la centrale idroelettrica di Torrite vicino a Castelnuovo con una produzione annua di oltre 150 milioni di KWH.

Sul posto contattiamo un funzionario dell'ENEL che ci conferma di aver provveduto ad attivare le procedure previste in simili circostanze, prima di procedere allo svasamento effettivo del bacino d'acqua.

terex2010_03Non ci resta che accelerare la nostra perlustrazione e scendere a valle per verificare di persona quante abitazioni possono essere interessate da fenomeni alluvionali in conseguenza di tale operazione che andrà a sommarsi alle già abbondanti precipitazioni.

Durante il tragitto annotiamo scrupolosamente i dati utili per la nostra relazione al Dipartimento di PC, mentre continuano i contatti telefonici con la Sala Italia; le abitazioni che potrebbero essere coinvolte sono molte e sulle sponde del corso d'acqua vi sono anche diverse attività produttive.

Giunti a valle ci fermiamo per una rapida consultazione dei dati raccolti e cominciamo ad elaborare il documento d'intervento per i nostri Sommozzatori di protezione civile, da sottoporre all'approvazione della Di.Coma.C .

Questo in sintesi il documento elaborato: intervento immediato di due Nuclei di Sommozzatori FIAS composti da 5/6 volontari con autosufficienza logistica per almeno 72 ore;

contestualmente si provvede a mettere in stato di preallarme tutte le altre squadre pronte al rafforzamento e all'avvicendamento delle due squadre di pronto impiego.

Le squadre sono costantemente addestrate e pronte ad intervenire, dotate di mezzi ed attrezzature al fine di garantire un rapido recupero di persone in imminente pericolo di vita, in particolar modo nella primissima fase dell'emergenza quando altri volontari sono impossibilitati ad agire .

terex2010_04Nello specifico i Nuclei dispongono delle seguenti attrezzature: pulmino 9 posti per trasporto volontari, rimorchio per trasporto attrezzature tecnico logistiche, tenda gonfiabile di pronto intervento, torre faro, gommone pneumatico completo di dotazione di legge, dispositivi DPI, attrezzature tecniche per intervento in acqua.

Nella seconda fase dell'emergenza siamo pronti a garantire assistenza alla popolazione con l'avvicendamento di 6/8 volontari settimanalmente anche sulla medio/lunga durata fino ad un massimo di quattro mesi.

Sabato 27/11/2010 tiriamo le somme del nostro intervento e nel frattempo si unisce a noi la responsabile del nucleo sommozzatori FIAS di Bologna Cinzia Macchi, che ha partecipato all'operazione con un altro gruppo, siamo ancora contattaci dalla Sala Italia per ulteriori istruzioni e sorpresa: la voce è quella di Mauro Capozzi volontario del circolo Vivilmare di Roma che svolge il turno unitamente a Lorena Rocchi del medesimo circolo.

Appena il tempo di pranzare e si parte per Viareggio per il debriefing finale con i Responsabili del Servizio Volontariato del Dipartimento di PC e le altre Associazioni Nazionali, ascoltiamo il saluto del Prefetto Franco Gabrielli, nuovo capo dipartimento della Protezione Civile, ed i ringraziamenti per il nostro costante impegno.

A turno ogni Associazione presenta una relazione scritta e spiega nel dettaglio come si è svolto il sopralluogo, quali soluzioni ha deciso di adottare e le motivazioni, inoltre relaziona sulle eventuali criticità riscontrate e suggerisce possibili miglioramenti.

Due ore dopo siamo liberi di tornare a casa, sono stati tre giorni di intensa attività, abbiamo trovato acqua, grandine, neve e tanto freddo ma siamo soddisfatti per il risultato raggiunto, era una sperimentazione per il sistema nazionale di protezione civile e anche la FIAS ha partecipato portando con se la propria esperienza e professionalità.

Angelo Amato

 

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