Circolare CTN 9 12/09 PDF Stampa E-mail

Circolare CTN 9 12/09

LIBRO 1° SOCCORSO: E’ finalmente pronto il testo del corso Primo Soccorso. Nei 9 capitoli (167 pag.) i vari autori analizzano in modo esauriente ed approfondito le varie problematiche relative a questa importantissima specialità.  Come noto la nuova strutturazione del corso Salvamento (non ancora in vigore) prevede lo svolgimento di due corsi (Primo Soccorso e Salvamento Subacqueo); il primo esclusivamente teorico e con lezioni pratiche in aula, può essere frequentato da chiunque (anche non subacquei); il secondo con lezioni teoriche, attività in A.D. e A.L..
Il libro è ampiamente illustrato con tabelle e foto a colori.
Abbiamo fatto un testo di elevato livello qualitativo,  grazie alla collaborazione di autori altamente qualificati; a tutti essi (C.Cerrano, G.Dolfin, F.Faralli, E.Franzino, M.Lerma, P.Longobardi, G.Mannini, M.Ponti, L.Vernotico) un grato ringraziamento.
Un ringraziamento anche ai Dr. C.Fiorelli e C.Esposito per la loro utile collaborazione.
Il lavoro di coordinamento è stato svolto dall’I.N. M.Papperini.

NUOVO TESTO NITROX
È stato completamente rivisto e aggiornato il già ottimo testo di Z. Fuhrman, anche con nuovi capitoli su importanti argomenti (software decompressivi, rebreather, procedure di 1° Soccorso in incidenti iperossici ecc.).
Il libro è attualmente in fase di stampa.

MANUALE OPERATIVO ISTRUTTORI (MOI)
E’ pronta la nuova edizione del Manuale Operativo Istruttori rivisto e aggiornato con tutti i nuovi esercizi dei 3 corsi di formazione.
Autore della revisione l’I.N. M.Magliola.

RINNOVI TITOLI SCUOLA FEDERALE
Sono state nominate S.F. le seguenti Sezioni: - Arezzo – Biella – Cesena – Novara – Parma –Roma −Torino – Udine.

NUOVI MAESTRI ISTRUTTORI
Sono stati nominati : Dario Moresco (BG), Maurizio Manni (FC)

RINNOVI MAESTRI ISTRUTTORI
Sono stati rinnovati i seguenti brevetti: Boncompagni F., Catà W., Cerrano C., Giacobbe M., Rettagliati M..
Non sono stati rinnovati i brevetti a 27 MI perché carenti nei requisiti.


CORSO ISTRUTTORI
Le Scuole Federali di Torino e Roma in collaborazione con le Sezioni di Aosta,  Bari, Caserta,  Lecce, Napoli, Siena organizzano a Marina di Camerota da Venerdì 28 maggio a Lunedì 31 maggio 2010 un corso Istruttori Federale Ara.
E’ possibile prolungare il soggiorno, dopo lo svolgimento del corso, fino a Mercoledì 2 giugno 2010.
Seguirà circolare esplicativa.

ALLIEVI ISTRUTTORI APNEA
Con circolare n° 1/09 del 30-01-2009 è stato istituito il brevetto di Allievo Istruttore Apnea. Le qualifiche di AI Apnea attribuite dai CTT prima dell’avvento della suddetta normativa sono da considerarsi legittime a tutti gli effetti (ricordo che per l’attribuzione della qualifica era richiesto il possesso del brevetto di Apnea avanzata) e quindi possono continuare a svolgere la loro opera di assistenza (nei corsi Apnea) sotto la diretta responsabilità di un Istruttore Apnea.
La partecipazione ai corsi istruttori Apnea è comunque subordinata al possesso del brevetto di AI Apnea.

PRIMO SOCCORSO IN INCIDENTI IPEROSSICI
La Commissione Medica Nazionale, ha validato le procedure di primo soccorso in incidenti provocati da respirazione di miscele iperossiche su proposta del CTN.
Data l’importanza, le procedure sotto riportate devono far parte dei programmi di insegnamento dei corsi Salvamento, ARO, IAA, TRIMIX, Rebreather, Nitrox.

Di seguito si riportano delle indicazione sulle procedure da seguire nel caso in cui in immersione un subacqueo manifesti sintomi da iperossia.

<< Ai fini della prevenzione di questi incidenti si sottolinea l’importanza del sistema di coppia in immersione, accompagnato da costanti controlli reciproci.

  • per prevenire le convulsioni è fondamentale che il subacqueo che si accorge di essere stato colpito da uno dei sintomi di iperossia informi immediatamente il suo compagno d’immersione con i segnali internazionalmente conosciuti (primo:segnale di mano sinistra oscillante e a dita aperte ==qualcosa non va bene== , e/o secondo: braccio destro teso oscillante lateralmente in su e in giù: ==venite a prendermi==) . Questi segnali possono essere seguiti da quello che specifichi il tipo di inconveniente.
  • l soccorritore si porterà subito accanto al compagno in pericolo ed entrambi, il più rapidamente possibile, attueranno le azioni opportune tese ad abbassare il valore della ppO2 respirata che sono:
  • ridurre la profondità di almeno 5 metri;
  • se disponibile, passare alla respirazione di una miscela con un minore tasso di ossigeno (aria o nitrox minore);
  • non ritornare in profondità e, se i sintomi non recedono, risalire senza indugio in superficie dove, il sub colpito, passerà alla respirazione di aria atmosferica.

Azioni in caso di convulsioni in immersione

Premessa:
In caso di convulsioni, improvvise scosse muscolari di tipo epilettiforme (contrazioni muscolari cloniche), queste vengono precedute da un totale irrigidimento del corpo (contrazione muscolare tonica) con possibile blocco della glottide e di durata 5-10 s.

Azioni:
  • Il soccorritore, si accorge del pericolo e subito si porta accanto al compagno pericolante ma non inizia il trasporto in superficie fintanto che egli è contratto. Infatti, in condizioni reali, in questa prima fase anche la glottide potrebbe essere serrata e pertanto un trasporto in queste condizioni causerebbe certamente una sovradistensione polmonare. Qualora il soccorritore valutasse necessario iniziare subito il trasporto in superficie, questo dovrebbe essere effettuato il più lentamente possibile.
  • Nell’attesa della fine delle contrazioni muscolari cloniche, il soccorritore deve evitare che il pericolante scivoli verso profondità maggiori che, oltre a peggiorare lo stato iperossico del compagno già colpito,  esporrebbero a tale rischio anche lui.  Solo al termine delle contrazioni toniche, quando all’iniziale irrigidimento si sostituiscono gli scatti muscolari caratteristici delle contrazioni cloniche, si può iniziare il trasporto dell’infortunato in superficie.

Tecnica di trasporto dell’infortunato verso la superficie
  • corretta  presa dell’infortunato da dietro da parte del soccorritore;
  • distensione del capo verso l’alto (per favorire l’apertura della glottide e il deflusso dell’aria dai polmoni durante la risalita);
  • erogatore dell’infortunato in bocca (utile nel caso che l’infortunato accenni a respirare), assicurandosi che resti in tale posizione durante tutto il trasporto, cosa facile perché le mascelle potrebbero essere ancora serrate;
  • parziale sgonfiaggio del GAV dell’infortunato e risalita controllata con l’uso prevalente del GAV del soccorritore (per evitare indesiderate risalite incontrollate).

In caso di convulsioni, qualora l’infortunato abbia perso l’erogatore tentare di mantenere l’erogatore nella bocca dell’infortunato ma senza che ciò comporti un ritardo nei tempi del soccorso.

In caso di obbligo decompressivo. Una ipotesi è:

a) subacqueo cosciente in respiro spontaneo: si rispettano le tappe decompressive

b) subacqueo incosciente in arresto respiratorio: emersione in emergenza e rapido trasferimento in struttura sanitaria

  • Raggiunta la superficie, indirizzarsi subito verso un’idonea base dove prestare soccorso (spiaggia, scoglio, barca, ecc).
  • Se le onde lo permettono, togliere l’erogatore dalla bocca dell’infortunato se le sue mascelle non sono serrate, controllare il suo stato di coscienza e, se non respira, iniziare se possibile le manovre di rianimazione in acqua in caso in cui si preveda un lungo trasporto in superficie
  • Al raggiungimento della base di soccorso, prestare la necessaria assistenza all’infortunato, che si estrinseca in:
    1. Prima possibile contattare o far contattare l’emergenza medica (118),  preparandosi a fornire ogni dettaglio, se richiesto;
    2. Controllare che l’infortunato, se ancora in preda alle convulsioni, non possa farsi male alla testa e/o lingua e/o alla schiena e/o agli arti. L’infortunato va tenuto disteso, con la testa all’indietro e con il mento alto (evitando di chiudergli la bocca o la gola nell’intento di sollevare il mento) per assicurargli le migliori condizioni per  un’adeguata respirazione. Non forzare alcuna parte del corpo dell’infortunato se ancora in preda alle convulsioni. E’ inutile forzare l’apertura della bocca per l’inserimento di un blocco anti-morso;
    3. Accertarsi che egli non sia in stato di ipossia (per annegamento o per occlusione delle vie aeree). In tal caso attuare le manovre di rianimazione, e somministrare ossigeno alla ripresa della respirazione solo in caso di cianosi evidente!!;
    4. Svestirlo dell’attrezzatura;
    5. Se è ancora in stato di coma post-convulsivo o di ripresa, monitorare il polso, il nistagmo (rotazione lenta dei bulbi oculari) e la ripresa del colorito;
  • Al risveglio:
    1. Mantenere l’infortunato in posizione distesa;
    2. Fornire assistenza  continua per gli eventuali problemi (pervietà delle vie aeree, vomito, ecc);
    3. Somministrare acqua solo se l’infortunato è cosciente e collaborante (per la gestione o prevenzione dell’incidente da decompressione). Evitare di somministrare liquidi se l’infortunato è incosciente o poco collaborante
    4. Somministrare ossigeno qualora sia effettuata rianimazione cardiopolmonare. L’ossigeno deve essere somministrato fino all’arrivo del soccorso sanitario. L’ossigeno deve essere temporaneamente sospeso solo in caso di recidiva della crisi iperossica.
    5. Tenerlo al caldo;
    6. Rassicurarlo, tranquillizzarlo!!

Anche se completamente ristabilito, l’infortunato deve essere ospedalizzato, indirizzandolo necessariamente verso il più vicino centro iperbarico per i necessari accertamenti di eventuali traumi consequenziali (sovradistensione polmonare, E.G.A, P.D.D, danni al S.N.C. o all’apparato respiratorio, ecc.). Successivamente l’infortunato va tenuto sotto sorveglianza medica per intervenire prontamente in caso di complicanze e di recidive (perdita di coscienza).>>


Nota: La tecnica di presa dell’infortunato descritta si differenzia da quella FIAS normalmente utilizzata (presa e trasposto frontale), ciò è conseguente al fatto di dover intervenire su un subacqueo in preda a crisi convulsive, che potrebbero danneggiare il soccorritore stesso.

SCHEDE CEN CORSO BASE
Il decreto 29 luglio 2008 n.146 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, come noto, ha reso obbligatorio l’uso del pallone di superficie gonfiabile con 5 m di sagola durante le immersioni. Con precedenti note riportate nel n. 42 della pagina dell’Istruttore di “Continente Blu” il CTN ha reso obbligatorio l’utilizzo del pallone gonfiabile durante lo svolgimento di attività didattica in acque libere, a qualunque livello e quindi anche nei Corsi Base.
Per il suddetto motivo sono state aggiornate le relative schede di attestazione (del Corso Base), scaricabili dal nostro sito.

CONFIGURAZIONE E POSIZIONAMENTO DELL’ATTREZZATURA DEGLI ISTRUTTORI E AI DURANTE LO SVOLGIMENTO DI ATTIVITÀ DIDATTICA
Le nostre norme di sicurezza impongono a Istruttori e AI una precisa configurazione della propria attrezzatura subacquea, es. è vietato l’uso dell’octopus, è richiesto un pallone di superficie gonfiabile di 20 lt di capacità, frusta lunga di 2 m di colore giallo per il 2° erogatore ecc. (A proposito del pallone di superficie gonfiabile, la convenzione oramai vigente prevede per esso il colore rosso, mentre il pallone di colore giallo se lanciato avrebbe significato di grave emergenza in atto).Una corretta configurazione dell’attrezzatura, unita ad un altrettanto corretto posizionamento della stessa, aumenta sicuramente la sicurezza e fornisce ai nostri allievi un immagine positiva da imitare.
La configurazione con relativo posizionamento, per svolgere appieno la sua funzione, deve essere uguale per tutti. Esempio, noi richiediamo che l’erogatore principale sia quello utilizzato,mentre quello di rispetto (frusta lunga e gialla) sia quello da utilizzare in emergenza. Esistono altre configurazioni, (es. quella hogartiana che prevede il normale utilizzo dell’erogatore frusta lunga, che va offerto in caso di emergenza) ma, per quanto concerne gli erogatori, quella FIAS è quella sopra descritta. Nel n.45 di Continente Blu l’articolo sulla configurazione è illustrato anche con foto.
Il posizionamento dell’attrezzatura deve comunque essere tale da evitare sporgenze dei componenti, come torrette dei primi stadi degli erogatori, o archi formati dalle fruste mal riposte. Gli erogatori non devono mai essere lasciati penzolanti.La configurazione deve risultare “pulita” dunque idrodinamica per minimizzare l’attrito nell’acqua e compatta per evitare punti di facile appiglio.
Riporto un esempio di corretta configurazione tratta dai nostri standard dei corsi I.A.A.
  • L’erogatore principale (quello normalmente utilizzato) va montato sul rubinetto centrale del monobombola o sul rubinetto del bibombola corrispondente alla spalla destra del sub. Quando non è in uso è attaccato, con una breve sagola od un elastico, sotto il mento in posizione centrale sul petto.
  • L’erogatore di rispetto va montato sul rubinetto laterale del monobombola o sul rubinetto del bibombola corrispondente alla spalla sinistra del sub. Deve essere appeso con un collare elastico, in posizione centrale sul petto sotto l’erogatore principale e va  usato come erogatore di emergenza.
  • Entrambi gli erogatori (principale e di rispetto) hanno le fruste provenienti da destra.
  • La frusta lunga è montata sull’erogatore di rispetto e va fissata alle bombole o agli anelli del GAV con due o più elastici.
  • La frusta del GAV è montata sul 1° stadio dell’erogatore principale.
  • La frusta della muta stagna è montata sul 1° stadio dell’erogatore di rispetto. In ogni caso le due fruste non vanno mai montate sullo stesso erogatore.
  • Il pallone di superficie gonfiabile, con la sua sagola di 15 m (in genere tenuta avvolta ad un apposito recchetto o spool) è posto nella tasca destra del GAV o fissato all’attrezzatura, dallo stesso lato e deve avere una capacità superiore a 20dm³.
  • Il computer è posto sull’ avambraccio destro.
  • L’eventuale consolle va posizionata a destra, fissata su un anello del GAV.
  • Il manometro, se non inserito nella console, va messo a portata di mano, sempre a sinistra, attaccato ad un anello del GAV e montato sul 1° stadio dell’erogatore di rispetto.
  • La torcia in uso è tenuta nella mano sinistra, fissata però con un legaccio al polso (o un cavetto estensibile al GAV).
  • Maschera di scorta obbligatoria nelle immersioni tecniche ma consigliata anche per le restanti, va tenuta nella tasca della muta stagna o del Gav.

L’attrezzatura deve essere ridondante, ma senza esagerazioni o di dubbia utilità portando con se solo accessori necessari per lo svolgimento dell’attività programmata.
Regola generale per il posizionamento degli accessori: parte destra per quelli riguardanti la sicurezza(es pallone di superficie gonfiabile), parte sinistra per i restanti.


Cordiali saluti.




IL DIRETTORE DEL CTN
Giovanni Escuriale

 

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