Il Meccanismo di Antikitera

Antikytera è un'isoletta rocciosa a nord-ovest di Creta dove, nei primi del 1900, alcuni pescatori di spugne persero la rotta a causa di una tempesta. Riuscirono a trovare riparo su questa isoletta quasi disabitata dove ripresero a pescare. Fortuitamente scoprirono il relitto di una enorme nave che all'epoca trasportava statue in bronzo ed in marmo.

2020-09-26-antikythera-2Dopo la segnalazione alle autorità del ritrovamento, gli archeologi lavorarono sul relitto sino al settembre del 1901. Tra i reperti ripuliti vennero individuati un'intera serie di ruote dentate, parte di un meccanismo, molte delle quali con iscrizioni.
Il relitto, a giudicare dalla ceramica facente parte del carico, fu fatto risalire al I secolo a.C.. Alcuni archeologi dissero che il meccanismo ritrovato era troppo complicato per appartenere al relitto. Degli esperti sostenevano che i resti provenissero da un astrolabio, mentre altri erano convinti appartenessero ad un planetario. Le varie polemiche e supposizioni arrivarono ad un punto morto ed il mistero di Antikytera rimase irrisolto.

Nel 1951 il professor Derek de Solla Price cominciò a studiare il meccanismo esaminando minuziosamente gli oggetti e riuscendo, dopo circa vent'anni di ricerca, a riassemblare i pezzi ed a scoprire lo scopo del congegno. Risultò essere un computer per calcolare i calendari solare e lunare. Le varie ruote riproducevano il rapporto di 254:19, per ricostruire il moto della Luna in rapporto al Sole, tenendo in considerazione il fatto che la Luna compie 254 rivoluzioni siderali ogni 19 anni solari.
Probabilmente, il congegno faceva parte del carico e non serviva d'ausilio per la navigazione. Se questa fosse la vera funzione del meccanismo di Antikytera, ci fornirebbe conferma ad accenni letterari che indicavano esperimenti, di scienziati greci di quell'epoca, su macchine astronomiche.
Ad esempio, Cicerone scrisse che il filosofo Posidonio aveva realizzato un globo che mostrava i moti del Sole, delle stelle e dei pianeti come appaiono in cielo. Egli annotò anche che Archimede aveva concepito un modello che imitava i movimenti dei corpi celesti.

2020-09-26-antikythera-3Una recente analisi, basata su dettagliate scansioni ai raggi-X del meccanismo, fatta da Michael Wright, curatore dell Istituto di Ingegneria meccanica al Museo delle Scienza di Londra, ha portato all'individuazione dell'esatta posizione di ogni ingranaggio. Tutto questo ha portato a pensare che Price avrebbe sbagliato una serie di osservazioni e che avesse manipolato il numero dei denti degli ingranaggi che erano incompleti.

Wright ha trovato prove che il meccanismo di Antikythera sarebbe stato in grado di riprodurre accuratamente il moto del sole e della luna, usando un modello epiciclico elaborato da Ipparco, e dei pianeti Mercurio e Venere, usando un modello epiciclico elaborato da Apollonio di Perga. Ha inoltre dichiarato che il meccanismo deve essere stato costruito mediante l'ausilio di antichi attrezzi, anche se la realizzazione di una ruota metallica dentata implica l'utilizzo di lame sofisticate ed un altissima abilità.
Se solo si pensa che i primi calendari ad ingranaggi, simili ma meno complessi di quello di Antikytera, furono realizzati a partire dal 1050 d.C., bisogna rivedere il nostro pensiero sull'antica tecnologia greca.

Seguire i movimenti del Sole e della Luna attraverso le costellazioni dello Zodiaco, predire le eclissi, tracciare il moto dei pianeti e l'orbita irregolare della Luna nel cielo: questa, secondo una dettagliata analisi descritta su Nature, era la funzione del Meccanismo di Antikythera, un antichissimo macchinario greco a ingranaggi risalente al 65 a.C.

Per gli autori, un gruppo di ricerca internazionale, coordinato da Mike Edmunds e Tony Freeth dell'università britannica di Cardiff, lo studio rileva che il meccanismo e' molto più sofisticato di quanto ritenuto finora, tanto che per l'epoca può essere definito un vero e proprio computer. Inoltre, dimostra "lo straordinario potenziale tecnologico dei greci, perso con l'impero romano". Il Meccanismo di Antikythera fu trovato nel 1900 da alcuni pescatori di spugne nel relitto naufragato di un'antica nave, nel fondale mare davanti all'isola di Antikythera, fra il Peloponneso e Creta. Fra gli oggetti a bordo vi erano i frammenti di una custodia di legno e bronzo contenente oltre 30 ingranaggi.

2020-09-26-antikythera-4Per decenni l'oggetto è stato attentamente studiato, si riteneva che servisse a calcolare la posizione del Sole, della Luna, e il moto dei pianeti, ma la funzione era stata compresa solo in parte. Rimaneva insoluta la questione di due display, uno anteriore, l'altro posteriore.

Per dipanare il mistero e' arrivata in aiuto la tecnologia ai raggi X e grazie ad una TAC tridimensionale i ricercatori sono arrivati a leggere le iscrizioni che compaiono sul meccanismo e a decifrare il funzionamento dei display. Secondo lo studio, sul display anteriore vi erano lancette che segnavano il passaggio del Sole e della Luna nelle costellazioni dello Zodiaco, oltre che indicazioni per le fasi lunari. Il display posteriore invece indicava il tempo in termini di due cicli astronomici con lancette per calcolare il ciclo Callippico, un ciclo (76 anni, di 365 giorni e 1/4 ciascuno), messo a punto dall'astronomo Callippo nel IV secolo per correggere il ciclo Metodico (19 anni, di 365 giorni e 5/19 ciascuno). Un'altra lancetta e' per il ciclo di Saros, usato per predire le eclissi lunari e solari.

Secondo un approfondimento pubblicato su Nature da Francois Charette, dell'università tedesca Ludwig Maximilians, l'importanza dello studio riguarda anche gli ingranaggi che segnano le variazione sinusoidale nel movimento della Luna nel cielo.

In pratica, secondo i ricercatori, l'apparecchio rappresenta una realizzazione meccanica dei calcoli sull'irregolarità del moto lunare, modello geometrico sviluppato dall'astronomo Ipparco di Rodi nel secondo secolo a.C, tanto che gli autori non escludono che Ipparco stesso possa esse stato coinvolto nella progettazione del meccanismo. 

2020-09-26-antikythera-5Ricerche condotte in anni recenti da Alexander Jones, storico dell’Institute for the Study of the Ancient World della New York University, dimostrano come il macchinario potesse fare molte cose.
Era un calendario, quindi serviva a misurare il tempo non come orologio, ma in termini di ricorrenze astronomiche. Riportava le posizioni dei pianeti allora noti (Venere, Marte, Saturno, Giove e Mercurio) nei vari periodi dell’anno. Calcolava le eclissi, come già visto, ma anche la data in cui si sarebbero tenute le prossime Olimpiadi. Inoltre prevedeva anche il tempo meteorologico.

La cosa che maggiormente stupisce è il funzionamento ad ingranaggi, che dovevano essere azionati da una manovella. Molti altri pezzi mancanti del meccanismo furono ritrovati negli anni Settanta, da una spedizione di Jacques Cousteau.
Qualche anno fa si è scoperto, dopo anni in cui le ricerche si erano fermate, che sotto al mare di Antikythera ci sono altre meraviglie che attendono di tornare alla luce, perché la nave romana era molto più grande di quanto creduto in un primo momento.

Oggi si può ammirare il meccanismo di Antikythera, e alcune sue ricostruzioni, presso il Museo Archeologico di Atene.




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