Baia Sommersa

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La costa dei Campi Flegrei è un esempio unico al mondo, per lo sprofondamento dell'antica fascia costiera e la conseguente trasformazione del territorio.

Dopo essere stata fittamente urbanizzata e industrializzata, oggi è finalmente oggetto di adeguata attenzione dal punto di vista della conoscenza scientifica, della tutela e della valorizzazione. Al pari o forse ancor più che a terra, quanto si conserva sott'acqua rappresenta un patrimonio eccezionale per rilevanza storica, ma anche per l'attrattiva culturale e turistica determinata dalle particolari condizioni fisiche: è infatti un contesto che agli aspetti archeologici unisce quelli ambientali, nei molteplici fattori geologici e naturalistici legati alla sommersione marina.

STORIA DELLA ZONA DEI CAMPI FLEGREI

Malgrado le profonde trasformazioni dei luoghi, causate dagli stravolgimenti geologici, la zona dei Campi Flegrei, tutt’intorno al Parco sommerso, conserva ampie testimonianze dell’antico splendore. Mitologia e storia ancor oggi si fondono nei monumenti delle città principali: Cuma e Pozzuoli, alle quali fanno corona Baia, Miseno e il lago d’Averno.

Secondo i miti dei primi coloni greci, i fenomeni sismici tipici dei Campi Flegrei erano dovuti ai Giganti, sconfitti dal dio Zeus in uno scontro titanico e qui seppelliti. 
Si pensava che il sottosuolo ospitasse qui l’Ade, di cui il lago d’Averno era ritenuto uno degli ingressi, e i fiumi infernali Cocito e Piriflegetonte, considerati all’origine delle numerose sorgenti termali.
Intorno al 770 a. C., coloni eubei e calcidesi fondarono uno scalo commerciale nell’isola di Pithecusa (Ischia). Poco dopo scesero sulla terraferma, dove fu fondata Kyme (Cuma), la prima colonia greca in occidente. 
Segue la fondazione – da parte di coloni fuggiti da Samo – di Dicearchia, dove nel 194 a. C., verrà poi istituita la colonia romana di Puteoli (attuale Pozzuoli)
A partire dal I secolo a.C. tutta la costa flegrea divenne la mèta preferita per le vacanze dell’aristocrazia romana.

I primi segnali del lento movimento discendente che portò alla scomparsa della fascia costiera iniziarono sul finire del IV secolo d. C.
Ma ancora nel VI secolo Baia continuava ad essere considerata luogo di piacevoli soggiorni. Dopo l’abbandono dell’area in età medievale, le acque termali continuarono ad essere sfruttate per scopi terapeutici.

Baia non fu mai una città, ma una località alla moda per il soggiorno dell’aristocrazia romana da due secoli prima di Cristo a tre secoli dopo.
Vi furono edificate ville lussuosissime, dotate persino di peschiere per l’allevamento del pesce. Tra i più famosi proprietari furono gli Scipioni, Gaio Mario, Giulio Cesare, Marco Tullio Cicerone, Pompeo Magno, Marco Antonio, Licinio Crasso.
Anche molti imperatori vi soggiornarono: Augusto, Tiberio, Claudio, Caligola, Nerone, Adriano, Alessandro Severo.

Ricostruzione della zona in computer-grafica di Glenda Torres



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